Trent’anni
fa si parlava del Lambro come di un
fiume biologicamente morto, un caso
nazionale, un simbolo
dell’inquinamento e delle peggiori
nefandezze che si potessero compiere nei
confronti del territorio. Negli ultimi
vent’anni molto è stato fatto per
sanare questa gravissima situazione di
degrado e,
pur non mancando difficoltà e
situazioni negative, ci è sembrato il
momento giusto per proporre un libro sul
fiume,
il primo in assoluto con questo
taglio e di queste dimensioni; un libro
che racconta la geografia e la storia
del Lambro, ma che affronta anche la
realtà e le prospettive di quelle
strutture che si propongono di
recuperare e valorizzare un ambiente
troppo a lungo martoriato. Questo
volume, senza voler nascondere i lati
negativi, vuole proporsi ai lettori in
una dimensione ottimistica e aperta alla
speranza che i segnali positivi
registrati in questi ultimi vent’anni,
grazie all’impegno di enti,
associazioni e privati cittadini,
possano essere incrementati, così da
poter tornare a dire, come un tempo
passato, “ciar cumè l’aqua del
Lamber”.